Riportiamo qui alcune definizioni del
Counseling, redatte da Associazioni o da singoli Autori, per
cominciare a inquadrare la materia.
Si tratta solo di un piccolo campione
del modo in cui è possibile inquadrare la materia, ma
speriamo riescano utili e aiutino a trovare indicazioni comuni.
il Counselling è un processo di
apprendimento, attraverso uninterazione tra Counsellor
e cliente, o clienti (individui, famiglie, gruppi o istituzioni),
che affronta in modo olistico problemi sociali, culturali e/o
emozionali. Il Counselling può cercare la soluzione di
specifici problemi, aiutare a prendere decisioni, a gestire crisi,
migliorare relazioni, sviluppare risorse, promuovere e sviluppare
la consapevolezza personale, lavorare con emozioni e pensieri,
percezioni e conflitti interni e/o esterni. Lobiettivo
nel complesso è di fornire ai clienti opportunità
di lavoro su se stessi, nellottica di raggiungere maggiori
risorse e ottenere una maggiore soddisfazione come individui
e come membri della società.
Definizione di Counsellor:
Il Counsellor è unoperatore
daiuto in tutte quelle situazioni che hanno a che fare
con relazioni umane, da quelle professionali a quelle interpersonali
fino a quelle con se stessi. Il concetto di relazione daiuto
si può intendere in varie maniere naturalmente: una è
quella dellaiuto attraverso la relazione, in cui la relazione
appunto fra operatore e cliente è paradigma relazionale,
la cui qualità funziona come esempio per le altre relazioni.
Altra implicazione possibile è che si tratti di aiutare
ad aiutarsi: loperatore in questo caso avrebbe una funzione
di catalizzatore di avvenimenti interni, e non di sostituto di
capacità mancanti.
Aiutare ad aiutarsi attraverso la relazione
è il significato di Counselling come si intende nellAICo,
secondo una esperienza di vari anni nel campo.
Questa definizione ha varie implicazioni, come specificato nei
punti seguenti.
Il Counsellor non detiene una conoscenza
sinonimo di potere sul cliente. La conoscenza di ognuno ha uguale
validità, ed è solo perché il cliente chiede
lintervento del Counsellor che questo può intervenire
proponendo punti di vista diversi, allo scopo di facilitare i
cambiamenti richiesti dal cliente. Se il cliente non li accetta,
non significa che sbaglia: ha il pieno diritto di ritenere più
adatti i suoi punti di vista. Naturalmente anche il Counsellor
ha il diritto di mantenere i suoi punti di vista, e di dichiarare
una incapacità di intervento alle condizioni del cliente.
Il Counsellor, per "aiutare attraverso la relazione"
deve essere in relazione, e per essere in relazione qui si intende
stare nel campo dove si trova il cliente (teoria del campo di
Lewin), oppure anche "stare sotto lo stesso orizzonte degli
eventi", secondo lespressione usata da Bateson, cioè
partecipare allesperienza che sta facendo il cliente.
Il Counsellor è un professionista pagato dal cliente,
che non ha nessuna voce in capitolo nella vita del cliente se
non nei termini richiesti dal cliente. Su richiesta può
fornire opinioni, ma si ritiene qui deontologicamente scorretto
che fornisca consigli, anche se richiesti.
Il Counsellor è un agevolatore della comunicazione, interpersonale
o intrapsichica che sia: è suo compito aiutare le parti
in causa a capirsi cognitivamente, a riconoscersi vicendevolmente
sul piano emozionale, a scoprire modalità di dare forma
alle molteplici correnti intrapsichiche in modo da renderle ponte
dinterazione col mondo esterno e materiale di scambio nella
relazione.
La più significativa capacità di aiutarsi dellessere
umano è qui considerata la creatività: un compito
fondamentale del Counsellor è di promuovere nel cliente
lattivazione della creatività, che qui si intende
caratteristica naturale, contingentemente ipotrofica ma potenzialmente
disponibile. Il Counselling infatti ha una funzione culturale
di primo piano nella società moderna: mentre la tradizionale
rete sociale costituita dalle famiglie allargate si riduce progressivamente
come effetto della famiglia nucleare che si appoggia preferibilmente
ai servizi sociali, niente si sostituisce che contenga e veicoli
le comunicazioni fra estranei. Non cè abbastanza
cultura politica, né di movimenti sociali né di
quartiere, cè poca cultura religiosa e pochissimo
associazionismo laico che possano mediare la distanza fra le
persone: le tradizioni sono diventate rapidamente obsolete, e
i maggiori poli aggreganti sono le discoteche, dove il rapporto
fra le persone è mediato tuttal più dalla
musica, e pochissimo dalla parola. I gruppi in cui si raccolgono
i giovani sono in genere relazionalmente primitivi, e in sostanza
non è disponibile un sistema di comunicazione collaudato
su cui fare conto.
Il Counselling si inserisce in questo vuoto culturale come una
risorsa e una possibilità di ricerca e di sviluppo organici
ai bisogni emergenti, che oltre ai rapporti sociali interessano
anche quelli professionali: sono infatti diventati difficilissimi
per esempio i rapporti fra insegnanti e alunni, o quelli fra
medici e pazienti: una volta caduto il mito dellautorità,
questi professionisti sono diventati per linterlocutore
delle persone qualunque, con ben poca credibilità. Uno
sviluppo delle capacità di comunicazione è di importanza
centrale per queste professioni, e in genere per tutte quelle
che trattano con il pubblico attraverso una relazione differenziata.
Corsi di Counselling, cioè corsi di addestramento alla
relazione daiuto, sono e saranno sempre più di primaria
necessità per diffondere strumenti di comunicazione flessibili
e funzionali, che sono indispensabili per una società
multidimensionale e multietnica.
Definizione di Cliente:
Il Cliente è la persona, la coppia,
la famiglia o lorganizzazione che richiede di essere aiutata
mediante unopera di supporto, o percorso formativo, in
un processo di sviluppo personale.
La relazione tra il Counsellor e il cliente si basa su un accordo
di intenti sul tipo di trattamento: ricerca, ascolto, guida,
supporto o percorso formativo.
Assunti filosofici:
Lattitudine del Counsellor è
basata sul rispetto per i diritti umani e sullaccettazione
delle differenze personali e culturali. Lapproccio è
sotteso a un assetto di valori che in special modo implicano
rispetto, integrità, autorità e autonomia.
Rispetto significa accettazione della persona come individuo,
ma non necessariamente accettazione di tutti i suoi comportamenti:
questo situa luguaglianza entro i confini della relazione
professionale. Il Counsellor deve essere consapevole delle differenze
personali e culturali.
Integrità significa onorare il diritto dei clienti di
mantenere i loro confini fisici ed emotivi e impegnarsi a non
sfruttare i clienti in alcun modo.
Autorità significa riconoscere il diritto del cliente
di autodeterminarsi e di stabilire i propri obiettivi per il
proprio personale benessere.
Autonomia significa riconoscere la libertà del cliente
di esprimere se stesso, i suoi bisogni e le sue credenze.
Norme deontologiche:
Le responsabilità del Counsellor
sono:
Aver sviluppato la capacità di lavorare con il cliente
con strumenti efficaci e adeguati allobiettivo che si intende
raggiungere.
Farsi carico della Formazione permanente, cioè del proprio
ulteriore sviluppo personale e professionale, e della propria
supervisione.
Accordarsi sui più alti livelli di competenza di cui si
è capaci senza addentrarsi in attività in cui si
manchi di esperienza o in cui non si sia capaci di agire con
autonomia di giudizio e obiettività.
Le informazioni emerse nel lavoro di Counselling devono restare
confinate al contesto professionale. Ogni limitazione alla riservatezza
nella relazione professionale è consigliabile che sia
esplicitata al momento del contratto. Ogni conflitto successivo
in questo ambito deve essere trattato con chiarezza e trasparenza
con il cliente stesso, in unottica di rispetto dei diritti
del cliente alla privacy. Nelle situazioni dove potrebbe presentarsi
la possibilità di una rottura della riservatezza, è
consigliabile negoziare un consenso scritto.
Contratto di prestazione:
I Counsellor devono mettere in chiaro con i clienti le possibilità
offerte nella relazione daiuto. La relazione professionale
è definita da un esplicito e reciproco accordo e termina
con la conclusione del contratto. Alcune responsabilità
professionali continuano anche dopo il termine del contratto.
Esse sono:
Mantenere un alto grado di riservatezza.
Evitare ogni forma di uso della relazione per scopi diversi da
quelli originari.
Essere disponibili per eventuali bisogni successivi.
I Counsellors devono esplicitare al cliente
se prevedono che allinterno della relazione daiuto
le finalità perseguite potrebbero entrare in conflitto
con gli interessi del cliente stesso. Ogni responsabilità
verso terzi deve essere esplicitata fin dallinizio della
relazione. Per esempio, una relazione daiuto può
essere il risultato di una richiesta di una terza persona: in
tal caso il Counsellor deve essere esplicito con entrambe le
parti, riguardo alla responsabilità che egli si assume
verso il cliente e verso la persona che ha fatto la richiesta
(per esempio un datore di lavoro che fa una richiesta di Counselling
per un dipendente in burnout).
Ricerca:
Leventuale ricerca deve essere fatta
da ricercatori competenti, autorizzati dallAssociazione
solo dopo una attenta considerazione dei loro principi etici,
e con rispetto della dignità e del benessere dei partecipanti.
I partecipanti alla ricerca devono essere chiaramente informati
in anticipo riguardo la natura, il fine, la durata e le conseguenze
del progetto. Ai partecipanti deve essere spiegato che è
nel loro diritto ritirarsi in ogni momento, senza dare spiegazioni.
La ricerca non deve essere fatta senza il pieno consenso di tutte
le parti coinvolte.
Si potrebbe rispondere: è il lavoro
che svolge il Counselor.
Ma cerchiamo di saperne di più.
La traduzione fatta dalla definizione
dell"Oxford Dictionary" recita: "consiglio
da un consigliere-consulente".
E evidente che è una definizione
insostenibile sia sotto il profilo linguistico che come presentazione
professionale.
Sarebbe quantomeno imbarazzante: alla
domanda "di cosa ti occupi o qual è la tua professione?"
rispondere: "sono un consigliere-consulente".
Neppure possiamo abbreviare questa definizione
ed usare solo la parola "consigliere" o "consulente",
perchè daremmo una informazione errata ed inoltre entreremmo
in un campo che non è di competenza del counselor.
Dunque le parole counseling e counselor
non possono essere tradotte perchè entrerebbero in conflitto
con altri ruoli professionali.
Sono parole internazionali con un loro
significato proprio e tali debbono rimanere.
La figura professionale del counselor
nasce negli anni trenta in America e risponde a tutte quelle
persone che pur "non desiderando diventare psicologi o psicoterapeuti
svolgono un lavoro che richiede una buona conoscenza della personalità
umana."
Nel caso specifico del counselor non sarà
sufficiente una adeguata formazione teorica ma occorrerà
che le teorizzazioni siano in parte esperite attraverso un "training
professionale individuale e/o di gruppo", che garantisca
il superamento da parte del counselor di quella tendenza dellio
ad "esercitare un counseling sulla base di propri, più
o meno rigidi, pregiudizi". (Rollo May)
La professione del counselor approda in
Europa attraverso la Gran Bretagna dove in breve tempo si afferma
con ruoli e funzioni specifiche.
Anche in Italia si opera in questo campo
da molti anni anche se senza una specifica definizione di competenza
fino agli anni 70, quando scuole, istituti, centri di formazione
iniziano a preparare validi professionisti con competenze di
counselor.
Tale definizione, però, inizierà
ad essere utilizzata solo negli anni 90.
Il counselor in forma generica può
essere definito la persona che in un contesto professionale è
capace di sostenere in modo adeguato una relazione con un interlocutore
che manifesta temi personali, privati ed emotivamente significativi.
Il counselor ha un suo ruolo ben definito
e non deve essere confuso con un consulente esperto di comunicazione
nè con un esperto in Problem Solving Aziendale.
Operando per differenze possiamo definire:
Il Consulente come una figura professionale che attraverso le
proprie conoscenze esprime un proprio parere di competenza su
un quesito di ordine tecnico.
Il Counselor, invece, è la figura
professionale che attraverso le proprie conoscenze e competenze
è in grado di favorire la soluzione ad un quesito che
crea disagio esistenziale e/o relazionale ad un individuo o un
gruppo di individui.
Prendiamo in considerazione un sistema aziendale.
Lo psicologo del lavoro si occupa della
selezione del personale, mette a disposizione dellazienda
le sue conoscenze tecniche relative alla struttura della personalità,
ed in base a tests psicoattitudinali, proiettivi, colloqui ecc.
seleziona il miglior elemento che possa ricoprire un determinato
ruolo in base alle esigenze specifiche dellazienda in questione.
Il counselor aziendale è un professionista
al quale tutti i dipendenti dellazienda (compreso lo psicologo
del lavoro addetto alla selezione) si possono rivolgere in caso
di difficoltà relazionali tra colleghi o difficoltà
esistenziali che possono compromettere la propria attività
lavorativa e dunque la propria vita.
La competenza del counselor dunque è
nella relazione.
Il counseling può essere attuato
in diversi contesti lavorativi.
Può essere definito come la possibilità
di dare un consiglio professionale o un piccolo sostegno a chi
ne fa richiesta allinterno di un contesto ospedaliero,
religioso, scolastico, aziendale oppure privato.
Ha il semplice obiettivo di indirizzare
la persona verso una possibile soluzione di una problematica
presente in un determinato ambito o nata da difficoltà
relazionali che possono impedire la libera espressione individuale.
Cosa fa e cosa non fa il counselor:
I campi di intervento del counselor sono
definibili con estrema facilità determinando dei semplici
punti di riferimento che si evidenziano in base alle specifiche
formazioni professionali che saranno riportate di seguito.
Per ora definiamo cosa il Counselor non
fa se non diversamente autorizzato.
Non fa terapia, non opera cure di nessun
genere, non fa psicoterapia, nè consulenza, non insegna
psicologia e genericamente non usa mai il prefisso psico se non
acquisito per competenza. (Es. Counselor Operatore Psicosociale,
Counselor Operatore Psicopedagogico)
Qual è la differenza tra un Operatore
Psicopedagogico ed un Counselor Operatore Psicopedagogico?
Il secondo ha nella propria formazione
un percorso di sviluppo personale individuale e/o di gruppo,
che gli consente di operare come detto in precedenza "un
counseling libero da propri, più o meno rigidi, pregiudizi".-
(Rollo May)
Va evidenziato dunque che il Counseling
Psicologico prevedendo tra laltro la diagnosi psicologica,
lorientamento, la prevenzione, il sostegno, la riabilitazione,
è una attività di esclusiva competenza del ruolo
professionale dello psicologo (che avrà seguito a sua
volta una formazione per Counselor).
E ancora il Counseling Medico prevedendo
tra laltro diagnosi fisica, prescrizione di farmaci, esami
specialistici, ricoveri ecc. è di pertinenza esclusiva
del ruolo professionale del medico. (Anche in questo caso che
avrà seguito una formazione per Counselor).
In quali contesti è possibile
operare il counseling:
In teoria non esiste un campo di attività
specifico per il counseling. Se pensiamo al ruolo del counselor
come la persona che favorisce lo sviluppo e lutilizzazione
delle potenzialità già insite nel cliente, aiutandolo
a superare quei problemi di personalità che gli impediscono
di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo, ci rendiamo
immediatamente conto che tutto questo può avvenire in
ogni tipo di contesto.
Infatti, in funzione di ciò il
counseling si sta affermando in ogni campo professionale con
lo scopo di migliorare le relazioni interpersonali a seconda
dei contesti con adeguate formazioni specifiche.
Avremo dunque, con le dovute variazioni
di contesto:
counseling individuale, (di coppia, familiare,
di gruppo);
counseling scolastico.
counseling aziendale (piccole, medie e
grandi industrie, o in ogni caso unità lavorative strutturate)
counseling sessuologico (relativo alla
coppia e alle varie tendenze sessuali o alle violenze e agli
abusi sessuali)
counseling per persone in stato avanzato
di malattia (AIDS Cancro)
Ecc.
Definizione della "Figura Professionale del Counselor":
Il Counselor è la Figura Professionale
che, avendo seguito un corso di studi almeno triennale, ed in
possesso pertanto di un diploma rilasciato da specifiche scuole
di formazione di differenti orientamenti teorici, è in
grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali di origine
psichica che non comportino tuttavia una ristrutturazione profonda
della personalità.
L'intervento di counseling può
essere definito come la possibilità di offrire un orientamento
o un sostegno a singoli individui o a gruppi, favorendo lo sviluppo
e l'utilizzazione delle potenzialità del cliente.
All'interno di comunità: ospedali,
scuole, università, aziende, comunità religiose,
l'intervento di counseling è mirato da un lato a risolvere
nel singolo individuo il conflitto esistenziale o il disagio
emotivo che ne compromettono una espressione piena e creativa,
dall'altro può inserirsi come elemento facilitante il
dialogo tra la struttura e il dipendente.
Il counseling filosofico riconosce una sua precisa identità,
anche se, in termini generali, è simile ad altri tipi
di counseling. Esso è una relazione daiuto in cui
un esperto offre la propria competenza, di metodo e culturale,
nel campo specifico della filosofia, senza avere intenzioni terapeutiche.
Il counseling identifica una forma di intervento
indirizzata a persone che non presentano patologie psichiche
o disturbi della personalità, aree proprie dell
intervento psicoterapeutico.
Il suo scopo è quello di offrire lopportunità
di esplorare, scoprire e rendere chiari schemi di pensiero e
di azione, per vivere più consapevolmente, facendo un
uso migliore delle proprie risorse.
Se una persona si trova in difficoltà, il modo migliore
di venirle in aiuto non è quello di dirle che cosa fare
quanto piuttosto quello di aiutarla a comprendere la sua situazione
e a gestire il problema prendendo da sola e pienamente le responsabilità
delle scelte eventuali.
Quindi la relazione d aiuto non consiste nel proporre soluzioni
ma, al contrario, nel facilitare nel soggetto il processo di
decisione responsabile attraverso risposte di comprensione-facilitazione
da parte del counselor. È quindi un percorso volto all
autonomia del soggetto, promuovendo nellaltro la crescita,
lo sviluppo, la maturità ed il raggiungimento di un modo
di agire più adeguato ed integrato. In altre parole il
counseling cerca di favorire una valorizzazione maggiore delle
risorse personali del soggetto ed una maggiore possibilità
di espressione.
Se ci rivolgiamo al pensiero filosofico tale modo di agire non
è per niente nuovo. Basti pensare a Socrate quando nel
Teeteto parla della maieutica, larte dellostetrico.
Essa consiste nel riuscire a far nascere, o uscire, prendendone
coscienza, dalluomo la conoscenza che è già
presente in se stesso.
Il counselor filosofico sarebbe perciò una sorta di facilitatore,
di catalizzatore di processi decisionali e chiarificatori in
grado di risolvere e rispondere a specifiche domande dellesistenza.
Questo utilizzando le personali risorse del consultante che devono
solo essere stimolate e condotte. La conduzione del
processo richiede una metodologia di lavoro specifica, in questo
caso di tipo filosofico. Quindi secondo le personali caratteristiche
del consultante (ma anche del counselor) potrà essere
utilizzata una metodologia dialettica, fenomenologica, esistenziale,
maieutica, ermeneutica, ecc.
Grande importanza viene data al rapporto interpersonale, come
fondamentale occasione per fare filosofia. È nel e dal
rapporto che si sviluppa il discorso filosofico, che risulta
perciò ben finalizzato e concreto. È nel e dal
problema reale che nasce la riflessione filosofica. Non quindi
una filosofia fine a se stessa, che si risolve nella pratica
astratta e lontana dalla realtà, bensì un modo
di porsi, un atteggiamento filosofico che consente di agire e
di intervenire sulle questioni della vita.
Per chi e a quali problemi è
diretto il Counseling Filosofico:
Il CF non è un intervento idoneo ad affrontare problemi
a carattere patologico, quali depressione maggiore, psicosi,
attacchi di panico, disturbi ossessivo-compulsivi, anoressia
e bulimia, ecc., sebbene possano essere identificate aree di
confine in cui il metodo filosofico può avere una sua
utilità. Campi di più sicura applicazione possono
essere quelli attinenti a:
Problemi esistenziali e crisi di valori
(il senso della vita, la morte, la malattia, l'amore, la famiglia,
la felicità...)
Problemi decisionali (lavoro, studi, affettività, matrimonio,
....)
Problemi religiosi (teorici, pratici, fede, )
Problemi etici e morali (la giustizia, la libertà,...)
Esigenze intellettuali di ricerca e conoscenza
Consulenza su temi di etica, bioetica, su scelte professionali
Richieste di consulenza politica
ALTRE DEFINIZIONI DEL COUNSELING
Nella letteratura scientifica e divulgativa,
in rete, nei documenti di varie associazioni ecc sono presenti
molte altre definizioni del concetto di Counseling. Ognuna è
un po' diversa dalle altre, ma la gran parte dei costrutti di
riferimento sono piuttosto ricorrenti.
Ne riportiamo ancora qualcuna, tra le
molte disponibili in rete (e scegliendole dai siti dove la connotazione
di promozione professionale-commerciale è relativamente
meno insistita), nella speranza che possano contribuire a delineare
i modi e i significati di questa modalità d'intervento.
Le riportiamo con beneficio d'inventario,
nel senso che la loro autorevolezza è molto variabile,
ma sarà poi il lettore a giudicare sviluppando una propria
idea critica della questione.
Il termine Counseling deriva dal verbo
counsel che significa "Consigliare". È uno strumento
che attraverso l'uso della relazione facilita lo sviluppo delle
risorse personali migliorando la conoscenza di sé. È
possibile attivare un processo volto a risolvere problemi specifici
(difficoltà di apprendimento, ansia degli esami, dubbi
sull'orientamento accademico, etc.), a prendere decisioni, ad
elaborare conflittualità interne e a migliorare le relazioni
con gli altri. Scopo della consultazione è favorire una
maggiore consapevolezza emozionale e sostenere le capacità
adattive ad eventi esterni.
In Italia soltanto in questi ultimi anni si sta assistendo al
nascere di centri di counseling rivolti soprattutto all'adolescente,
il quale può trovare un punto di riferimento ed uno "spazio
per pensare".
Capita a tutti, prima o poi, di attraversare
un periodo difficile. Non sempre è possibile trovare dentro
di noi o nelle persone vicine le risorse per affrontarlo. Un
professionista ci può allora prestare un ascolto attento
e qualificato, aiutarci ad affrontare i problemi con maggiore
consapevolezza. Ma dove trovarlo? In Italia, fino ad oggi, l'utente
non aveva molta scelta: o essere solo col suo problema o rivolgersi
alla psicoterapia (sviluppando quindi la convinzione di essere
malato, di avere qualcosa che non va) o ad una psicanalisi di
lunga durata. Non esisteva una professione intermedia che potesse
dare supporto e consiglio senza effettuare interventi profondi;
oggi c'è, è il Counseling, e si rivolge a tutti
coloro che non hanno disagi mentali, ma solo i normali problemi
della vita e il desiderio di riprenderne il controllo. All'estero
è conosciuta da decenni ed è molto diffusa; nel
nostro paese, feudo di psichiatri, psicanalisti e psicoterapeuti,
il Counseling fa capolino solo negli anni '90, forse a causa
di una cultura patologizzante, poco dedita alla prevenzione e
desiderosa di creare figure professionali paternalistiche che
dispensino cure ai "malati".
Il Counseling invece non è terapia ma relazione d'aiuto,
rivolta alle persone che desiderano un momento di ascolto per
comprendere meglio i loro problemi, compiere scelte, cambiare
le situazioni problematiche della loro vita. E' di ampio respiro,
non si accontenta di rimettere a posto qualche pezzetto dell'ingranaggio
uomo perché ritorni a funzionare. E' premessa del cambiamento,
necessario per l'avvio di nuovi percorsi nell'esistenza.
Come funziona?
All'inizio si fa un colloquio per conoscersi e per definire il
problema (es: cambiare un comportamento, superare una difficoltà,
risolvere un situazione specifica). Il Counseling si pone degli
obiettivi precisi da raggiungere e un tempo massimo entro cui
farlo. Questo tempo ovviamente dipende anche dalla frequenza
con cui ci si vede o scrive. Si può fare anche via email,
specialmente nel caso in cui si voglia mantenere l'anonimato.
Quando si fa di persona si tratta mediamente di max 12-14 incontri.
Chi è il Counselor?
E' quella figura professionale che attraverso le proprie conoscenze
e competenze è in grado di favorire la soluzione ad un
quesito che crea disagio esistenziale e relazionale ad un individuo
o un gruppo di individui.
Le parole "Counseling e Counselor" non possono essere
tradotte in Italiano perché la loro traduzione non sarebbe
in grado di esprimere compiutamente il contenuto reale di questo
tipo di intervento. La traduzione dell'Oxford Dictionary recita:
"consiglio da un consigliere-consulente". E' evidente
che è una definizione insostenibile sia sotto il profilo
linguistico che come presentazione professionale; sarebbe scomodo
definirsi come: "consigliere-consulente". Neppure possiamo
abbreviare questa definizione ed usare solo la parola consulente,
perché daremmo una informazione errata ed inoltre entreremmo
in un campo che non è di competenza del Counselor, che
ha il semplice obiettivo di indirizzare la persona verso la soluzione
di una problematica presente.
La figura professionale del Counselor richiede una buona conoscenza
della personalità umana; non sarà sufficiente una
adeguata formazione teorica ma occorrerà che sperimenti
in pratica le teorizzazioni apprese attraverso un "training
professionale individuale e/o di gruppo", che garantisca
il superamento da parte del Counselor di quella tendenza dell'io
ad "esercitare un Counseling sulla base di propri, più
o meno rigidi, pregiudizi (Rollo May).
La definizione della figura professionale trasmessa al C.N.E.L.
dalla S.I. Co. è la seguente: "Il Counselor è
la figura professionale che, avendo seguito un corso di studi
almeno triennale, ed in possesso pertanto di un diploma rilasciato
da specifiche scuole di formazione di differenti orientamenti
teorici, è in grado di favorire la soluzione di disagi
esistenziali di origine psichica che non comportino tuttavia
una ristrutturazione profonda della personalità. L'intervento
di Counseling può essere definito come la possibilità
di offrire un orientamento o un sostegno a singoli individui
o a gruppi, favorendo lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità
del cliente. All'interno di comunità: ospedali, scuole,
università, aziende, comunità religiose, l'intervento
di Counseling è mirato da un lato a risolvere nel singolo
individuo il conflitto esistenziale o il disagio emotivo che
ne compromettono una espressione piena e creativa, dall'altro
può inserirsi come elemento facilitante il dialogo tra
la struttura e il dipendente. "
La professione è denominata Counseling. Il professionista
è denominato Counselor.
Dove opera il Counselor?
Se pensiamo al ruolo del Counselor come la persona che favorisce
lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità già
insite nel cliente, aiutandolo a superare quei problemi di personalità
che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel
mondo, ci rendiamo immediatamente conto che tutto questo può
avvenire in ogni tipo di contesto.
Counseling individuale, (di coppia, familiare,
di gruppo).
Counseling scolastico.
Counseling aziendale (piccole, medie e grandi industrie, o in
ogni caso unità lavorative strutturate).
Counseling sessuologico (relativo alla coppia e alle varie tendenze
sessuali o alle violenze e agli abusi sessuali).
Counseling per persone in stato avanzato di malattia (es. AIDS,
Cancro)
Il Counseling nelle comunità
Ambito scolastico: Counseling psicopedagogico. Gli interventi
di Counseling tendono all'agevolazione della relazione insegnante-studente;
insegnante-genitori; insegnante e altre figure professionali.
Ambito orientamento scolastico e professionale: Counseling psicopedagogico.
Counseling relativo al sostegno per la scelta professionale e
scolastico.
Ambito religioso: Counseling spirituale. E' il sostegno operato
da personale laico o religioso relativo a crisi spirituali.
Ambito comunitario: Counseling di comunità. Si interessa
delle relazioni all'interno di comunità regolarmente costituite,
con specificità di intervento all'interno delle stesse.
(Es. Animatore di comunità, operatore nel settore delle
tossicodipendenze, ecc.).
Ambito aziendale: Counseling aziendale. Ha la finalità
di favorire un miglior dialogo tra le organizzazioni interne
all'azienda e di agevolare la relazione interpersonale verso
la valorizzazione delle risorse umane nei vari contesti lavorativi.
Ambito socio-lavorativo: Counseling operato all'interno di contesti
lavorativi. Ha la finalità di sostenere il personale nei
rapporti all'interno delle organizzazioni lavorative.
Ambito ospedaliero: Counseling socio-sanitario. Si occupa della
relazione medico- paziente; personale ospedaliero-paziente; personale
con le varie figure professionali di riferimento.
Ambito artistico: Art Counseling. In grande sviluppo in questo
momento storico-culturale, agevola il benessere dell'individuo
attraverso varie forme dell'arte: musica, teatro, poesia, danza,
pittura, altre forme creative.
Ambito sessuologico: Counseling nella relazione di coppia. Tende
ad una agevolazione della relazione di coppia; Counseling nella
relazione di intimità. Tende ad una agevolazione di lievi
difficoltà dell'intimità, propri della sfera sessuale.
Ambito sociale: Counseling telefonico. Assistenza ad ogni individuo
che possa trovarsi di fronte ad un disagio emergente non identificato
per il quale esprime una richiesta di aiuto generalizzata, volendo,
però, rimanere nell'anonimato. Ha il compito di sostenere
il disagio della persona, indirizzando la, quando necessario,
verso una visita specialistica o una terapia più specifica
Ambito On line: Counseling effettuato "on line" con
mezzi telematici. . Assistenza ad ogni individuo che possa trovarsi
di fronte ad un disagio emergente non identificato per il quale
esprime una richiesta di aiuto generalizzata, attraverso mezzi
telematici ed Internet. I mezzi utilizzati possono essere e-mail,
chat-line, ecc opportunamente strutturate. Ha il compito di sostenere
il disagio della persona, indirizzandola, quando necessario,
verso una visita specialistica o una terapia più specifica.
Ambito Sportivo: Counseling effettuato negli ambiti sportivi.
Assistenza, Agevolazione, Sostegno, nell'inserimento di gruppo
o individuale relativo alla prestazione sportiva o all'attività
ginnica.
Cosa non fa il Counselor
* non fa terapia
* non opera cure di nessun genere
* non fa psicoterapia
* non insegna psicologia ,
Intesa, compassione o empatia?
Affrontiamo ora il come funziona la personalità e in che
modo s'incontra con un'altra personalità e reagisce ad
essa. La risposta sta nel concetto di empatia, termine generale
che vuol dire contatto, influenza, interazione fra personalità.
Empatia significa uno stato di identificazione fra personalità
molto profondo, in cui una persona si sente dentro l'altra senza
però perdere la propria identità. E' in questo
profondo e talvolta misterioso processo che hanno luogo la comprensione,
l'influenza e gli altri rapporti significativi tra persone. Pertanto
pensiamo alla sua importanza. C'è molta differenza tra
i concetti di intesa, compassione ed empatia; l'intesa si riferisce
all'approvazione del comportamento del cliente, mentre la compassione
indica il dispiacere per quanto accade al cliente. Nel Counseling
si usa invece lo strumento dell'empatia, cioè il mettersi
nei panni del cliente, non per consolarlo o approvarlo ma per
aiutarlo a riflettere su ciò che sta accadendo. Amici
e parenti forniscono intesa e, compassione, i Counselor devono
dare empatia che aiuti a comprendere pensieri e sentimenti.
Un po' di storia
Stabilire quale sia il periodo in cui nasce il Counseling non
è cosa facile; si può individuare un primo tentativo
alla fine dell'1800, quando nel mondo anglosassone partirono
dei programmi di orientamento e guida professionale come supporto
ai giovani al termine della scuola elementare e superiore. Già
nei primi anni del 1900 si assiste alla nascita di associazioni
che hanno come scopo la guida nel percorso lavorativo e di studio.
All'interno di università e campus si trovano dei punti
di riferimento per chi vuol essere guidato nella scelta della
professione.
Ma è senz'altro Carl Rogers che getta le fondamenta del
Counseling come lo intendiamo noi oggi con il suo testo: Counseling
e Psicoterapia (1940) e la successiva definizione della Psicologia
esistenziale.
Nel 1952 nasce in America la Counseling Association, sull'onda
di un incredibile sviluppo del Counseling come servizio di consulenza
ed educazione.
In Europa il Counseling nasce negli anni 70, principalmente in
Gran Bretagna, come servizio di orientamento pedagogico e strumento
di supporto nei servizi sociali e nel volontariato. Vengono create
successivamente due importanti associazioni di riferimento, la
British Association for Counseling ( BAC ) e nel 1994 l'European
Association for Counseling ( EAC ).
Nel 1993 si costituisce da noi la S.I.Co., Società Italiana
di Counseling, che si prefigge l'obiettivo di riunire in un unico
organismo i Counselor e le organizzazioni che si occupano di
Counseling.
Una nuova professione di aiuto che attraverso
l'empatia e la creazione di uno spazio protetto di comunicazione,
guida l'individuo a comprendersi meglio e a trovare in prima
persona la soluzione ai propri problemi.
In uno stile di vita con spazi e tempi
sempre più delimitati, con ritmi sempre più frenetici
e abitudini sempre meno conviviali, diventa sempre più
necessaria una figura professionale che sappia creare quello
spazio privilegiato di accoglienza, attenzione, ascolto ed empatia
che una volta si creava con maggior facilità e spontaneità
con amici, conoscenti e a volte anche con perfetti sconosciuti.
Questa professione esiste e si chiama
Counseling. Non a caso è nata e si è diffusa, già
a partire dagli anni '50, proprio nei paesi di cultura anglosassone,
dove la maggior riservatezza delle persone, con una propensione
minore all'estroversione e all'espansività, ha favorito
la nascita di questa figura intermedia tra l'amico del cuore
(non sempre disponibile) e lo psicoterapeuta (non sempre necessario).
Oramai in Italia, e soprattutto nelle
grandi città, il proverbiale calore umano mediterraneo
spesso è soffocato dalle mille incombenze della vita moderna,
e non è sempre facile, per chi si ritrova momentaneamente
col cuore pesante, con un dubbio rispetto a una decisione o con
un senso di malessere dovuto a un imprevisto, trovare con chi
aprirsi e con chi confidarsi senza sentirsi dire "Te l'avevo
detto io" oppure senza farsi propinare ricette preconfezionate
su come affrontare il problema, senza il timore di essere inopportuni
o senza doversi sorbire, alla prima pausa per riprendere fiato,
le storie del cognato o della cugina dell'interlocutore...
Il counselor è uno "specialista
dell'ascolto", un esperto di comunicazione - dialogica e
introspettiva - che mira a creare uno spazio protetto in cui
il suo interlocutore si senta accolto, rispettato e, soprattutto,
ascoltato. A dispetto della forte assonanza tra il termine counselor
e consulente, il ruolo del primo non consiste assolutamente nel
dare consigli o interpretazioni, ma nell'aiutare l'altro ad avere
una visione più completa del problema e a trovare in prima
persona la soluzione. E spesso questo risultato si raggiunge
semplicemente offrendo al cliente - perché di cliente
si tratta e non di paziente - la possibilità di parlare
liberamente.
Nel "tirare fuori" quello che prima era rimuginato
solo solipsisticamente e nel guardarlo insieme al counselor,
emerge una visione più obiettiva e globale della situazione,
diventa molto più facile veder più chiaro e fare
così le strategia di azione eventualmente necessarie.
Interessante. Doppiamente. Primo, perché tutti hanno avuto
e hanno a volte bisogno di un aiuto di questo tipo e, secondo,
perché molti svolgono già un ruolo di questo tipo
nella loro vita quotidiana e potranno scoprire di avere una vocazione
per questa nuova versione di una funzione antica quanto l'essere
umano.
Il Counselor è la Figura Professionale
che, avendo seguito un corso di studi almeno triennale, ed in
possesso pertanto di un diploma rilasciato da specifiche scuole
di formazione di differenti orientamenti teorici, è in
grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali di origine
psichica che non comportino tuttavia una ristrutturazione profonda
della personalità.
L'intervento di counseling può essere definito come la
possibilità di offrire un orientamento o un sostegno a
singoli individui o a gruppi, favorendo lo sviluppo e l'utilizzazione
delle potenzialità del cliente.
All'interno di comunità: ospedali, scuole, università,
aziende, comunità religiose, l'intervento di counseling
è mirato da un lato a risolvere nel singolo individuo
il conflitto esistenziale o il disagio emotivo che ne compromettono
una espressione piena e creativa, dall'altro può inserirsi
come elemento facilitante il dialogo tra la struttura e il dipendente.
La professione del counselor approda in Europa attraverso la
Gran Bretagna dove in breve tempo si afferma con ruoli e funzioni
specifiche.
Anche in Italia si opera in questo campo da molti anni anche
se senza una specifica definizione di competenza fino agli anni
70, quando scuole, istituti, centri di formazione iniziano a
preparare validi professionisti con competenze di counselor.
Tale definizione, però, inizierà ad essere utilizzata
solo negli anni 90.
Chi è e cosa fa un COUNSELOR?
Il counselor in forma generica può
essere definito la persona che in un contesto professionale è
capace di sostenere in modo adeguato una relazione con un interlocutore
che manifesta temi personali, privati ed emotivamente significativi.
Il counselor ha un suo ruolo ben definito
e non deve essere confuso con un consulente esperto di comunicazione
nè con un esperto in Problem Solving Aziendale.
Operando per differenze possiamo definire:
Il Consulente come una figura professionale che attraverso le
proprie conoscenze esprime un proprio parere di competenza su
un quesito di ordine tecnico.
Il Counselor, invece, è la figura
professionale che attraverso le proprie conoscenze e competenze
è in grado di favorire la soluzione ad un quesito che
crea disagio esistenziale e/o relazionale ad un individuo o un
gruppo di individui.
Prendiamo in considerazione un sistema aziendale.
Lo psicologo del lavoro si occupa della selezione del personale,
mette a disposizione dellazienda le sue conoscenze tecniche
relative alla struttura della personalità, ed in base
a tests psicoattitudinali, proiettivi, colloqui ecc. seleziona
il miglior elemento che possa ricoprire un determinato ruolo
in base alle esigenze specifiche dellazienda in questione.
Il counselor aziendale è un professionista
al quale tutti i dipendenti dellazienda (compreso lo psicologo
del lavoro addetto alla selezione) si possono rivolgere in caso
di difficoltà relazionali tra colleghi o difficoltà
esistenziali che possono compromettere la propria attività
lavorativa e dunque la propria vita.
La competenza del counselor dunque è
nella relazione.
Il counseling può essere attuato in diversi contesti lavorativi.
Può essere definito come la possibilità di dare
un consiglio professionale o un piccolo sostegno a chi ne fa
richiesta allinterno di un contesto ospedaliero, religioso,
scolastico, aziendale oppure privato.
Ha il semplice obiettivo di indirizzare la persona verso una
possibile soluzione di una problematica presente in un determinato
ambito o nata da difficoltà relazionali che possono impedire
la libera espressione individuale.
Può essere definito come la possibilità
di dare un consiglio professionale o un piccolo sostegno a chi
ne fa richiesta allinterno di un contesto ospedaliero,
religioso, scolastico, aziendale oppure privato. Ha il semplice
obiettivo di indirizzare la persona verso una possibile soluzione
di una problematica presente in un determinato ambito o nata
da difficoltà relazionali che possono impedire la libera
espressione individuale. Indica la relazione daiuto
che si instaura tra una persona che avendo un bisogno (utente),
chiede aiuto ad unaltra persona (counselor) che, in qualità
di esperto, fornisce informazioni e strumenti adeguati ad una
positiva risoluzione del bisogno.
Il Counseling è un'attività
di competenza relazionale che integra metodologie abilitative
e riabilitative per il disagio e la marginalità psicosociale.
Esso è dunque un intervento informativo,
esplicativo e di supporto finalizzato non tanto a trovare soluzioni,
ma a far sì che il cliente mobiliti le proprie risorse
per convivere meno dolorosamente con la propria situazione di
vita reale nel quotidiano.
L'obiettivo generale è quello di
offrire agli utenti la possibilità di lavorare con modalità
da loro stessi definite per condurre una vita maggiormente soddisfacente
e ricca di risorse.
Per un primo e immediato chiarimento
sui principali aspetti del Counseling,
Benchè Therapeia.org
contenga già diverse informazioni, resterà sempre
almeno in parte in costruzione (o meglio: in costante evoluzione).
L'utilità (speriamo) di
questo sito cresce con la collaborazione di tutti. Quindi: se avete trovato dei siti (o
dei contenuti) che ritenete interessanti da segnalare: inviateceli. Grazie.
Ci scusiamo per la relativa incompletezza
della situazione,
ma il lavoro è lungo e
richiede tempo per essere sviluppato come merita.
L'Istituto Nazionale per il
Counseling - Psicotecnica opera anche in collaborazione con il
Laboratorio di Ricerca sul Counseling - Personality Psychology
Workshop presso la Università degli Studi di Torino (www.phersu.org).
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psicoterapeutica. Le informazioni sono fornite esclusivamente
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sono a disposizione di tutti. Le abbiamo sviluppate apposta per
dare una mano (specie a chi ne ha di meno). Quindi: non pretendiamo
nulla in cambio, ma vi chiediamo di riconoscere il nostro lavoro
(come cerchiamo di fare noi con quello altrui), che rappresenta
un impegno rilevante (provare a costruire un sito per credere).
Abbiamo già trovato varie
volte i contenuti di nostri siti o documenti, in qualche modo
originali, ripresi altrove paro paro (e ci fa piacere: perchè
forse vuole dire che riescono utili o interessanti), ma vi chiediamo
di segnalarne chiaramente la fonte (anche perchè su THERAPEIA.org
c'è molto di più). Siamo dunque lieti di vantare
(come si diceva una volta:) varie imitazioni (in fotocopia),
ma ci piacerebbe che lo si dicesse esplicitamente (non c'è
nulla di male). Grazie.
Per una conoscenza dei criteri
cui si ispira il Counseling, può riuscire utile consultare
e tenere come punto di riferimento anche la nostra pagina dedicata
alla Deontologia Professionale.
Le sedi dell'ISTITUTO NAZIONALE
per il COUNSELING sono:
L'Istituto Nazionale per il
Counseling -Psicotecnica esiste da tempo, ma solo il 15 ottobre
2003 abbiamo deciso di metterci a disposizione su internet.
Da allora, i visitatori di www.therapeia.org sono stati:
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nel sistema internet, non siamo in grado di garantire una risposta
via e-mail; anche perchè capita che i filtri di sicurezza
del server cancellino talvolta anche la posta corretta.
Vi consigliamo invece di chiamarci
direttamente a voce.
Sappiate infatti che siamo sempre
contenti di potervi parlare.
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Il 30 luglio 2004 abbiamo
introdotto un contatore generale, che registra gli accessi a
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A partire da quel momento,
le visite al Laboratorio di Ricerca e Sviluppo dedicato alla
Persona (nel suo insieme) sono state: